iMac: la storia

iMac First Generation:

L’iMac è stata per Apple una vera e propria rinascita, ma l’iMac è stato molto di più per il mondo dell’informatica. L’iMac ha per la prima volta avvicinato il mondo del design e dei computer, per la prima volta si aveva modo d’avere un oggetto che facesse della sua estetica uno dei principali punti di forza e non uno dei punti deboli, i computer all’epoca si tendeva a nasconderli, con questo splendido “pezzo di design” si iniziò a “mostarli”!

Un vero e proprio “squarcio” col passato, plastiche trasparenti, tondeggiante, “mordibo”, eyes-candy, facile da trasportare, colorato.

Ma il lato tecnico non fu affatto tralasciato, USB port, CD-ROM, niente floppy drive (con una marea di giudizi contrari.. ma il futuro ci insegna chi avesse ragione!). Internet al centro… fu probabilmente quello che tutti definisco il vero “figlio” del primo Apple Macintosh.

iMac “Palla”: Second Generation

Più che un computer è “arte”, tale da finire in un museo di arte moderna, un pezzo probabilmente quasi irripetibile, soprattutto considerando in quale momento storico apparve. Controversa fù la presentazione, anticipata di un giorno a causa di una foto “fuoriuscita” che porto Jobs ad “infuriarsi” e ad anticiparne la presentazione (che fù in ogni caso memorabile). Fu stupefacente e sotto certi aspetti insuperato. Se con il primo iMac rivoluzionarono l’aspetto del computer, col secondo se ne presero proprio “gioco”. Quello che tutti noi chiamiamo amichevolmente “lampadone” ha la peculiarità di essere tanto bello quanto distante dal concetto primordiale di “personal computer”, il suo braccio cromato snodabile, la sua mezza palla tutto tondo che annega nel retro tutte le porte, il profilo “plastico-vetroso” dello schermo che sembra rimanere sospeso nell’aria… un capolavoro! Si potrebbe definire senza dubbio l’iMac che ha cambiato il corso stilistico per diverso tempo in tutti i prodotti consumer di Apple. Fu il primo (non nella sua prima incarnazione) a montare Mac OS X.

iMac “flat” third generation

L’iMac dell’essenzialità, niente è superfluo, tutto quello che c’è ha una sua funzione. Per molti distante dal design “fuoriparametro” del lampadone, per altri estremamente piacevole per la sua essenzialità e pulizie di linee. Arrivato con un certo ritardo a causa delle difficoltà di raffreddamento e sviluppo dei processori G5, è stato anche l’iMac che ha cambiato cuore: via i ppc dentro gli intel. Ci sono state due evoluzioni del modello, una prima col G5 e senza iSight integrata e un secondo modello con iSight integrata e decisamente più sottile (sia ppc, sia intel). Il primo iMac G5 è stato tra i più comodi e facili iMac da aprire, era infatti semplicissimo rimuovere il pannello posteriore per cambiare ram e harddisk. Molto contenuto nell’ingombro, per la prima nel mondo dell’informatica un computer “spariva” fuso ne monitor tanto da non sembrare un computer. Molti ne hanno criticato il design forse un po’ massiccio del frontale (si intende la “striscia in basso dove è presente la mela).
E’ stato in ogni caso un vero riferimento per i computer desktop, proponendo un prodotto decisamente distante rispetto alla concorrenza, dalle alte potenzialità, da un design ricercato e che strizzava l’occhio al mito degli iPod e soprattutto fece di Apple un icona del design essenziale. Fu il primo iMac ad avere un modello con schermo da 24”. Probabilmente tra i 4 Mac quello che ha subito più scolgimenti, da schermi da solo 17” a schermi da 24”, da un cuore powerPC ad un Intel.. iMac “trasformista”.

iMac “aluminum” Fourth Generation:

L’iMac di oggi, probabilmente il più difficile da concepire. In quale modo era possibile semplificare il già iper-essenziale iMac di terza generazione?Ebbene.. Apple ci è riuscita in pieno! Realizzando sotto molti punti di vista un design a livello del “vecchio lampadone”, niente compromessi, solo “design estremo”.

Per la prima volta appaiono materiali nobili quale vetro e alluminio; si è davanti ad una mela nera e alla “perdita” di quel colore “bianco” famoso in tutto il mondo. Ma è proprio grazie alle nuove scelte cromatiche e l’uso dei nuovi materiali, assieme ad un profilo più spigoloso, a rendere questo iMac più “light” alla vista.
Il retro completamente nero “scompare” e lo spessore dell’iMac sembra corrispondere alla sola parte in alluminio satinato.
Ma il vero colpo di genio è il profilo nero intorno allo schermo, e l’uso di un vetro per ricoprire il tutto, che rende il design della parte frontale molto più leggera e piacevole allo sguardo rispetto al precedente modello.
L’iMac di quarta generazione è un vero e proprio monolite, senza effettive discontinuità, una webcam “annegata” tra il vetro e il profilo nero; un grande mela nera lucida nel retro e una superficie decisamente pulita ed interrotta dalle sole porte di entrata e dal tasto d’accensione. Un design veramente “estremo”.

Questo iMac di quarta generazione cambia anche il target di mercato, posizionandosi, per materiali e forme più su di un campo “semi professionale” (a dispetto del prezzo) probabilmente a causa dell’aumento di vendite del settore portatili (dove il Macbook è il nuovo iMac) e dove i desktop ormai sono una minoranza per “pochi” e quindi specie di “semiprofessionisti”.

iMac Future
Cosa ci aspetterà il futuro? Probabilmente bisogna dare un occhiata all’iPhone e ai mille mila brevetti che Apple in questi anni ha deciso di registrare. Poi per aver una idea più concreto vi consiglio di rimanere “sintonizzati” su MacAbc (o sul mio blog!).

Continue reading » · Written on: 07-06-08 · No Comments »

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.